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ARTICOLAZIONE DEL PROCESSO DI EXECUTIVE COACHING / COACHING INDIVIDUALE

Il percorso di Executive Coaching SCOA ha di solito un orizzonte temporale di circa sei mesi-un anno e si articola in una serie di incontri di personal coaching di durata variabile fra le 2 e le 4 ore, con frequenza quindicinale o mensile, secondo un programma concordato di volta in volta tra la persona e il suo personal coach, all'interno di un budget predefinito con il committente. L'elemento centrale, rappresentato dal rapporto di personal coaching "one to one", permette di costruire un percorso di coaching assolutamente personalizzato lungo una serie di step che partendo dall'analisi del contesto e dalla focalizzazione delle sfide del ruolo, dopo una esplorazione del vissuto del cliente in ambito lavorativo, permettono l'identificazione di un target di miglioramento e di un percorso di sviluppo, seguita da una serie di momenti di allenamento e sperimentazione, sino alla verifica del traguardo raggiunto.

SETTING DEL RAPPORTO DI COACHING INDIVIDUALE

Il luogo: l'efficacia del rapporto di personal coaching aumenta in modo significativo se il partecipante affronta il suo impegno fuori dal suo ambiente di lavoro quotidiano. Ciò facilita uno sguardo più distaccato sulla propria realtà e protegge la sessione di personal coaching da inevitabili interferenze. A tale scopo la sede degli incontri sarà di norma quella di SCOA. La sede aziendale potrà essere utilizzata solo in presenza delle necessarie condizioni di totale riservatezza e concentrazione.

La durata: il percorso tipico di executive coaching è articolato in 8-12 sessioni di circa 3-4 ore, distanziate di circa 3-4 settimane l'una dall'altra, nell'arco di 6-12 mesi.

IL PROCESSO TIPICO DI EXECUTIVE/COACHING INDIVIDUALE

percorso di personal coaching

La prima sessione di executive coaching sarà dedicata alla condivisione delle ragioni, delle finalità e delle modalità operative dell'intervento, dei principi, delle regole e responsabilità reciproche. Successivamente il processo di Executive Coaching SCOA si articola di solito, anche se non obbligatoriamente, nelle seguenti fasi, ciascuna di durata più o meno lunga in funzione delle necessità e delle problematiche emergenti:

FOCALIZZAZIONE DEL CONTESTO AZIENDALE,
delle sfide del ruolo e delle competenze chiave di successo per un'azione efficace nell'ambiente di riferimento.

ESPLORAZIONE DELLA VITA DI LAVORO, tramite simulazioni tese a costruire una base conoscitiva comune e vissuta fra persona (coachee) e coach. A tale scopo è utile di consueto un assessment che agevola un approfondimento diagnostico sulle competenze possedute dall'individuo rispetto a quelle richieste dal contesto. Gli strumenti utilizzabili durante la sessione di assessment possono essere:

  • role-play di situazioni analogiche a quelle di lavoro
  • "in basket"
  • Behavioural Event Interview
  • eventuali test o questionari
  • casi pratici da discutere

IDENTIFICAZIONE DEL PROFILO COMPORTAMENTALE TIPICO DEL SOGGETTO E DI TARGET DI MIGLIORAMENTO, in base alla diagnosi condivisa dei due partner del processo di executive coaching. In tal modo il coachee e il coach potranno decidere insieme più specificamente su quali aree focalizzare il percorso successivo, traducendo le ipotesi di partenza in obiettivi articolati e precisi.

DISEGNO DI UN PERCORSO DI SVILUPPO sulle aree a maggior potenziale di miglioramento per il coachee. Questa fase produce un "Piano individuale di sviluppo", concordato da coachee e coach, che definisce le competenze o aree o temi su cui lavorare, i comportamenti da sviluppare, l'orizzonte temporale del percorso di coaching, le "palestre" praticabili nel contesto di lavoro, gli indicatori di progresso e del raggiungimento del traguardo, l'impatto sull'organizzazione e sul business.

Il "Piano individuale di sviluppo" potrà essere condiviso dal coachee con il proprio capo e/o con la funzione Risorse Umane, per consentire al committente di verificarne la congruità e successivamente di monitorare il risultato dell'investimento effettuato.

Questo aspetto del programma va concordato sin dall'inizio, senza forzature, con la persona (coachee), per mantenere con questi il clima di trasparenza e fiducia necessario per raggiungere l'obiettivo fondamentale del percorso di executive coaching: lo sviluppo di nuovi comportamenti e il superamento di eventuali impasse.

SUPPORTO ALLO SVILUPPO, tramite incontri periodici con il coach per analizzare i risultati, approfondire i problemi, esplorare linee d'azione alternative ed effettuare "allenamenti".

VERIFICA DEL TRAGUARDO RAGGIUNTO, in base agli indicatori di successo definiti concordemente in fase iniziale.

STRUTTURA DELLE SESSIONI DI COACHING INDIVIDUALE
La natura stessa del processo di executive coaching richiede che gli incontri siano condotti con flessibilità e spazio alle criticità emergenti. È però definibile una struttura tipo della sessione che prevede una serie di possibili passi:

  • individuazione della tematica/problema da trattare;
  • esercitazione o role-play sul tema, con elaborazione in termini di contenuti e in termini emotivi;
  • recupero di esperienze, conoscenze e capacità significative, utili e trasferibili alla situazione attuale;
  • decodifica e articolazione dettagliata dei comportamenti e degli atteggiamenti efficaci;
  • esplorazione di alternative e linee d'azione diverse da quelle utilizzate;
  • analisi costi-benefici dell'approccio attuale e di quelli alternativi;
  • valutazione di fattibilità e dei possibili rischi o esiti indesiderati;
  • scelta del nuovo comportamento o linea d'azione preferibile;
  • allenamento tramite simulazione dei nuovi comportamenti o approcci ipotizzati per le situazioni problematiche di partenza;
  • riesame dell'azione vissuta e messa a punto dell'approccio;
  • definizione di un "piano d'azione" sul campo e di eventuali schede di autosservazione.

Ogni sessione di coaching, inoltre, esplora i progressi realizzati nei comportamenti esplorati nella sessione precedente, o i risultati del piano d'azione precedentemente programmato.
Mentre all'inizio e alla fine del processo possono essere utilizzati strumenti diagnostici esterni (ad esempio un questionario a 360° o un' intervista al superiore) durante il percorso l'autovalutazione discussa e confrontata con il coach rappresenta lo strumento primario.
Uno dei risultati più importanti del processo di executive coaching è costituito infatti dalla percezione e dalla valorizzazione, da parte del coachee, dell'autovalutazione continua e della propria spinta personale allo sviluppo.

LA VERIFICA DEI RISULTATI DEL PERCORSO DI EXECUTIVE COACHING
Qualsiasi informazione o valutazione canalizzata ad altri da parte del coach con modalità che escludano il coachee stesso dal processo di analisi dell' andamento e dei risultati del lavoro svolto sarebbe in evidente contrasto con i principi di partnership e di riservatezza cruciali per l'efficacia dell'intervento.

A conclusione del percorso di coaching, coachee e coach potranno in tal senso redigere insieme un report informativo per il committente, volto a identificare le aree su cui si è lavorato, il valore per il coachee dell'apprendimento conseguito, le situazioni pratiche in cui tale apprendimento ha trovato attuazione, i miglioramenti organizzativi e di business conseguiti.
Il committente può effettuare da parte sua altre verifiche sui ritorni dell'investimento tramite:

  • il contatto diretto con il coachee circa l'efficacia del supporto ricevuto;
  • un contatto diretto con il capo e con interlocutori abituali del soggetto, oppure attraverso un questionario a 360°, circa i progressi evidenziati dal soggetto in specifiche aree o comportamenti;
  • contatti diretti con gli interlocutori rilevanti o, in modo più strutturato, con un questionario di analisi del clima organizzativo circa l'impatto esercitato sull'organizzazione;
  • contatti diretti con il capo o tramite gli strumenti di valutazione della prestazione, circa gli impatti sul business e sulla performance operativa.